• 1 of 10

  • 2 of 10

  • 3 of 10

  • 4 of 10

  • 5 of 10

  • 6 of 10

  • 7 of 10

  • 8 of 10

  • 9 of 10

  • 10 of 10

ANCE “la casa del futuro”

Il “luogo” in cui si abita, ovvero “il manufatto domestico”, cambia la sua natura più intima: i concetti di stabilità e di permanenza, ad esso associati, si intersecano con le nuove coordinate spazio-temporali, ma sopratutto si scontrano con il bisogno di personalizzare le esigenze del vivere quotidiano. La crescente “mobilità sociale” e la proliferazione di differenti “di stili di vita” in perenne stato di trasformazione, conferiscono al nuovo modo di abitare una FORMA NOMADE (la necessità di sentirsi a “casa propria” in ogni luogo del mondo) e un ASPETTO MUTEVOLE (la possibilità di trasformare “casa propria”nel tempo). La casa è innanzitutto MIA. Sottolineando non tanto il possesso quanto l’identificazione: come la mia bocca, il mio naso, le mie mani… MY CASA è un DISPOSITIVO fatto da INVOLUCRI, elementi pieni che trattengono ed elementi vuoti che contengono e che si modificano, si espandono, si muovono, in relazione alle diverse esigenze di abitabilità e intorno ad una sorta di “colonna montante” tecnologicamente sofisticata. Una “radice/nucleo”, che si connette in maniera razionale alle opere di urbanizzazione di un territorio, e ne gestisce i flussi. L’aggregazione assolutamente personale di moduli infinitamente variabili ruota attorno alle basilari RELAZIONI quotidiane definite da tre irrinunciabili ambiti del vivere: intimo/onirico – sociale/ludico – vitale/necessario. È a partire da questa premessa, nelle infinite POSSIBILITÀ di MUTAZIONE e VARIABILITÀ da attribuire al spazio domestico, che il concetto di permanenza viene allo stesso tempo scardinato e consolidato, nel concedere la potenzialità di divenire ad una dimensione spaziale per sua natura stabile.

Project Details

  • Ance "la casa del futuro"
  • competition con Lucia Papa e Celestina Sgroi
  • 2004

Share This Project